“La Musica è un gioco da bambini”

 

DAL GIOCO ALLO STRUMENTO, IL CORSO IDEALE PER AVVICINARE I PICCOLI ALLA MUSICA

Sgabelli e sedie disposte in circolo con sopra maracas, triangoli, tamburi e bonghetti. La sala è pronta. I bambini entrano e scelgono il posto in base allo strumento di proprio piacimento. Al centro, l’insegnante Antonita De Lorenzo che dà il via con la sua esperienza ventennale. Inizia così una delle lezioni di primo approccio alla musica per i bambini dell’Accademia Musicale G.Verdi di Volla.
Un cenno d’intesa con la tutor e si sentono suonare a turno gli strumenti a percussione. Anche i più timidi si sentono coinvolti dai cambi repentini, dai suoni e dalle storie raccontate. Altri smettono di stare imbronciati e si lasciano incantare dalla musica e dalla sua magia.
Il gioco è l’espediente essenziale per l’apprendimento, come principale forma che il bambino conosce di approccio al mondo: nasce da questa consapevolezza l’impostazione del corso.
Attraverso l’attività ludica il bambino si appropria della realtà, sviluppa le abilità che serviranno all’utilizzo dello strumento e a diventarne padrone. Inizia ad acquisire il senso del ritmo, la melodia, la vocalità. Niente lezioni individuali, solo lavoro di gruppo. E se l’obiettivo sarà il pianoforte, la tastierina è il primo passo. Successivamente, l’approccio allo strumento avverrà in maniera naturale e più semplificata.
La regina della notte o Il flauto magico sono solo alcune delle favole raccontate e dirette con un sottofondo di musica classica. Un ascolto attivo che spesso sorprende anche le mamme: qualcuna su richiesta esplicita, ha regalato al proprio figlio ‘Il barbiere di Siviglia’ di Rossini. Col racconto delle favole e col canto si superano problemi linguistici e si acquisiscono termini nuovi.
Dall’esterno, a tratti Antonita può sembrare anche una maestra di danza, mentre racconta le sue favole musicali: i bambini ballano insieme a lei vivendo anche la conoscenza del proprio corpo. Un lavoro utile per chi ha difficoltà a socializzare, combatte la timidezza, l’emotività ma anche difficoltà psico motorie.
A cinque anni si avverte la vergogna di mettersi in gioco e il lavoro di gruppo aiuta a superare le difficoltà in una competizione sana, ludica. Previsto anche il momento di caos con il ritorno alle regole: un modo per stimolare la creatività. Così dopo un’ora termina la lezione ed i bambini lasciano a malincuore l’aula.
Non sono poche le difficoltà che si incontrano, in particolare con i genitori e le loro aspettative: non tutti colgono gli evidenti benefici che si ottengono sull’aspetto formativo, puntando solo a veder suonare o cantare il proprio figlio nel giro di poco tempo. Ma non poche sono anche le soddisfazioni che raccoglie l’insegnante, ancora in contatto coi suoi ex piccoli alunni, oggi studenti universitari e che hanno scelto la musica come seconda attività.
Perché, per chi non l’avesse capito, il comandamento numero uno di Antonita De Lorenzo è: “La musica è uno straordinario strumento formativo della persona, un momento di crescita e non il fine”.

Dino Viola